All’asta il prototipo LaFerrari su base 458 Italia
C’è una Ferrari che non compare in nessun listino, che non è mai stata omologata e che nessun cliente ha mai potuto ordinare. Eppure, senza di lei, la LaFerrari — la prima hypercar ibrida di Maranello — non sarebbe mai esistita. È il prototipo “M6”, una 458 Italia modificata per ospitare il V12 ibrido destinato al progetto F150, nome in codice interno della LaFerrari. Ora, questo pezzo unico di storia della Casa di Maranello è pronto a cambiare proprietario: RM Sotheby’s lo propone tramite la piattaforma Sealed, con una stima compresa tra 1,05 e 1,3 milioni di dollari (oltre 800mila euro).

Costruito tra febbraio e aprile 2012, il prototipo M6 fu impiegato da Ferrari per oltre un anno, dal maggio 2012 al maggio 2013, come banco di prova per i sistemi frenanti, le sospensioni, lo sterzo e l’elettronica dinamica della futura LaFerrari. A differenza del modello di serie, dotato di monoscocca in carbonio, la M6 utilizza il telaio in alluminio della 458 Italia, ma con importanti modifiche strutturali per accogliere il V12 da 6,3 litri (poi accoppiato al sistema ibrido HY-KERS). Durante i test, la vettura è stata ampiamente utilizzata sul circuito di Fiorano, il laboratorio dinamico della Casa, dove contribuì allo sviluppo dell’ESC evoluto e alla calibrazione del sistema ibrido. È, di fatto, una delle prime Ferrari ad aver montato un’architettura ibrida funzionante.


Esteticamente, il prototipo mantiene gran parte della carrozzeria originale della 458 Italia, ma con dettagli sperimentali tipici dei “muletti” da test: paraurti provvisori, prese d’aria aggiuntive e un inedito cofano posteriore tipo “shooting brake”. Tutte le parti supplementari utilizzate durante lo sviluppo — incluso l’engine cover da prototipo — sono comprese nella vendita. L’interno è spartano ma autentico: un ambiente da laboratorio tecnico, con cablaggi a vista, interruttori d’emergenza, etichette di sicurezza e componenti derivati dai test ingegneristici. Un vero strumento di lavoro, non un semplice esercizio di stile.
Dopo aver concluso il suo ciclo di test, il prototipo fu ceduto ufficialmente da Ferrari a un collezionista nel luglio 2016, mantenendo la piena funzionalità meccanica ma senza possibilità di immatricolazione stradale. La vettura può tuttavia essere utilizzata su piste private o in eventi statici, rappresentando una rarità assoluta nel mondo dei prototipi moderni di Maranello, solitamente distrutti al termine dei programmi di sviluppo. Prima della consegna al nuovo acquirente, RM Sotheby’s conferma che l’auto verrà revisionata direttamente a Maranello, garantendo lo stesso stato operativo di quando i collaudatori Ferrari la guidavano nei test.
Dopo un precedente prototipo analogo venduto negli Stati Uniti per oltre 1,2 milioni di dollari (1 milione di euro), anche questo esemplare promette di attirare l’interesse dei collezionisti più appassionati. Non certo una Ferrari “da concorso”, ma un capitolo fondamentale della storia tecnica del Cavallino, testimone tangibile della transizione verso l’era ibrida.



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