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Jaguar, la XJ220 rinasce con Callum

Le linee dell’originale restano, probabilmente, inarrivabili, tanto sono equilibrate, morbide, pensate a fine anni Ottanta con il concept e arrivate su strada a fine 1991, quando iniziò la produzione della Jaguar XJ220. Quella supercar oggi è la base intorno alla quale lo studio di design di Ian Callum propone una visione alternativa. Ai clienti offre una rielaborazione completa della carrozzeria. È uno studio di stile che parla a una platea di poco più di 250 persone (si stima siano 275 le XJ220 prodotte), acquirenti di un esemplare tra il 1991 e il 1994, anni di produzione della sportivissima Jaguar a motore posteriore centrale.

Le prime anticipazioni mostrano una carrozzeria spigolosa sui passaruota, prese d’aria sulla fiancata modificate nella forma e un muso più appuntito. Addio, da quel che traspare dall’unica immagine finora diffusa, ai fari a scomparsa, quasi un simbolo delle supercar di fine Ottanta primi Novanta, per proporre led affilati, un po’ evocativi della Jaguar F-Type, opera d’arte creata da Callum nella lunga fase in cui ha operato al Centro stile della casa inglese.

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Non conosciamo ancora tutti i particolari della trasformazione firmata Callum Designs, se non dei flash su modifiche alla carrozzeria, come la presenza di maniglie a filo e una coda sulla quale si intravede un generoso diffusore.

Ai possessori di una XJ220 si chiede un’operazione dal valore di ben oltre 600 mila euro, tanto vale un modello originale della supercar Jaguar, cifra alla quale sommare l’investimento necessario per realizzare e applicare la carrozzeria disegnata da Callum Designs. Dire addio all’originalità di un modello che ha fatto un po’ la storia delle supercar a inizio anni Novanta per accogliere una visione di stile alternativa. Ardua scelta. Forse non per gli appassionati veri, che non avranno dubbi a preservare l’originalità del modello.

La XJ200 nacque con un concept sul finire degli anni Ottanta, in collaborazione con TWR – Tom Walkinshaw Racing, motorizzata da un V12 Jaguar, salvo il modello di serie ripiegare su un più compatto, leggero e “pulito”, per le normative antinquinamento dell’epoca, V6 3.5 litri derivato alla lontana da un blocco Austin Rover e interamente rivisitato da Jaguar. La XJ220 dichiarava al tempo una velocità massima di 341 km/h, 3”8 per scattare da 0 a 100 orari e un potenziale al Nurburgring da 7’46” al giro.