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Abarth 1000 SP

Abarth 1000 SP è una storica vettura da competizione. Un progetto affidato nel 1966 all’ingegnere milanese Mario Colucci, assunto come Direttore Tecnico da Carlo Abarth al termine della collaborazione tra Alfa Romeo e Abarth risalente alla seconda metà degli anni Cinquanta.
Questa vettura di categoria Sport Prototipo è stata pensata per essere competitiva nelle corse in salita e nelle più impegnative gare di durata. A distanza di 55 anni dal debutto, il modello è stato reinterpretato con lo sviluppo di un esemplare unico.

Lo storico modello ha fornito interessanti spunti ai designer del Centro Stile Fiat e Abarth. L’idea risale già al 2009 e nel 2021 il progetto è stato ripreso e affinato. Sono state definite forme contemporanee che richiamano la Sport Prototipo degli anni Sessanta. Un concetto compatto e sportivo, caratterizzato da tratti essenziali e allo stesso tempo sinuosi. Un esemplare unico, atteso in autunno all’interno di importanti appuntamenti dedicati alle auto storiche.

Riprendendo gli aspetti peculiari della storica Abarth 1000 SP, il design della vettura one-off richiama quello originale, rispettando in particolare tre principi:
– leggerezza, un aspetto collegato a tratti estetici, volumi e al peso stesso della vettura;
– aerodinamica, considerando linee evocative e un coefficiente aerodinamico tipico di un’attuale sportiva;
– ergonomia, un concetto strettamente legato all’utilizzo del mezzo, ottimizzando agilità e controllo.

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Il corpo risulta sinuoso, rimarcato dai tratti arrotondati dei parafanghi con parte delle ruote in evidenza sia nella zona frontale, sia nella parte posteriore. Si rispetta lo schema tipico di una spider a motore centrale. Tra le caratteristiche peculiari spiccano le superfici vetrate del cockpit con deflettori laterali sagomati e un profilo ribassato nella zona del roll-bar, posto “a vista”.
Una vettura rivestita di rosso con una serie di funzionali prese d’aria che ne vivacizzano l’aspetto nella parte anteriore e posteriore, dove si nota anche un equilibrio geometrico e prospettico tra volumi, gruppi ottici e terminali di scarico accentrati.
Interessante anche il design minimalista dei gruppi ottici frontali. Davanti figurano proiettori puntiformi, mentre dietro è presente una coppia di fari rotondi. Accostata all’antesignana traspare una suggestiva continuità stilistica.

Al posto del telaio tubolare della storica Sport Prototipo, l’esemplare unico è dotato di un telaio ibrido caratterizzato da una cellula centrale in fibra di carbonio e una parte anteriore in alluminio. Lo schema meccanico è composto da sospensioni anteriori a triangoli sovrapposti e sospensioni posteriori con schema Macpherson evoluto. Il motore centrale, da 1.742 cc, è un’unità sovralimentata a 4 cilindri realizzata in alluminio e trasmette sino a 240 cavalli di potenza.
Nel ricordare la leggendaria Abarth 1000 SP è necessario risalire alla seconda metà degli anni Cinquanta e alla collaborazione tra Alfa Romeo e Abarth. Allora si stava studiando una vettura sportiva di cilindrata contenuta e il progetto era stato affidato all’ingegnere Mario Colucci.
Nel 1958 prese forma una vettura Alfa Romeo di derivazione Abarth 1000, un coupé di forme contenute con un telaio a traliccio di tubi e animata da un propulsore creato partendo dal quattro cilindri della Giulietta Sprint Veloce, contenuto nella cilindrata. Un esempio unico con una carrozzeria realizzata da Bertone su disegno di Franco Scaglione.

Terminata la collaborazione, l’ingegnere Colucci fu assunto come Direttore Tecnico da Carlo Abarth e a lui venne affidato nel 1966 il progetto della storica Abarth 1000 SP.
La denominazione era legata alla cilindrata del motore, un’unità derivata da quella della Fiat 600, oltre alla categoria Sport Prototipo. Queste erano auto a ruote coperte realizzate in pochi esemplari e sviluppate per prendere parte alle competizioni. Una sportiva aerodinamica e schiacciata, studiata per essere competitiva sia nelle gare in salita, sia nelle corse di durata. Tra gli importanti successi di livello internazionale figura quello conquistato a settembre del 1966 nella rispettiva classe alla 500 km del Nürburgring.

 

 

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