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Mclaren Speedtail Albert

Se sei una persona benestante puoi permetterti una McLaren, ma se sei davvero ricco puoi partecipare allo speciale programma McLaren Special Operations che ti consente di personalizzare ogni minimo cm dell’auto, con verniciature inedite, dettagli su musica e molto altro, così da rendere unica la tua supercar. Si chiama McLaren Speedtail “Albert“, è stata commissionata presso il centro McLaren di Beverly Hills e rappresenta il progetto più complesso mai realizzato dal team MSO.

Questa particolare livrea è frutto di un’opera di verniciatura di oltre 12 settimane, esclusa la progettazione. Vuole replicare l’estrema aerodinamicità della Speedtail anche dal punto di vista grafico. Il nome “Albert” deriva dal primo muletto della Speedtail, risalente al 2018, per via dell’indirizzo della fabbrica che risiede in Albert Drive, vicino a Woking. Albert era anche il nome del primo prototipo della leggendaria McLaren F1 del 1992, anch’essa a 3 posti come la Speedtail.

Il primo esemplare di Speedtail era camuffato sotto a dei pannelli di una 720S, ma era facilmente riconoscibile il sedile del guidatore posto al centro dell’abitacolo. È servito per capire se fosse realmente sfruttabile nel 2021 un veicolo dotato di posizione centrale del pilota. L’idea è piaciuta a tutto il management di McLaren, ricevendo l’approvazione definitiva e venerdì costruita in un tempo relativamente rapido.

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Ma cosa presenta di speciale? Ecco, le linee nere presenti sulla carrozzeria rappresentano i flussi d’aria che i tecnici dell’aerodinamica studiano in fase di progettazione, applicando degli adesivi simili a quelli che ora vediamo sull’auto. L’auto presenta una colorazione di base chiamata Magnesium Silver, lo stesso colore impiegato nel 1992 alla presentazione della McLaren F1 e Ueno Grey, il colore della F1 GTR che vinse a Le Mans nel 1995. Non è tutto. L’auto è interamente realizzata in carbonio e per fare in modo che fosse visibile dall’esterno, le tonalità delle due verniciature sono state rielaborate per consentire una determinata percentuale di trasparenza che lasciasse intravedere il carbonio sottostante.

Le prime due settimane sono state impiegate solo per la creazione dei rendering e delle vernici. Un’altra settimana per creare una sorta di maquette di prova a dimensione reale, due settimane per coprire le parti del telaio che non dovevano essere verniciate, una settimana per lavorare la superficie, quattro settimane per la verniciatura e le ultime due per lasciarla asciugare e rimontare le varie componenti.

 

 

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