Donkervoort P24 RS
Fedele a una certa idea di sportività, che dal 1978 caratterizza Donkervoort, l’ultima nata segna un cambio sostanziale di visione tecnica. Con la P24 RS il costruttore olandese porta su strada il motore V6 3.5 litri twin turbo, diversamente dalla F22 5 cilindri in linea. Disponibile in 150 esemplari, con prezzi a partire da 298.500 euro, ne sono già stati venduti 50; la Donkervoort P24 RS è proposta in tre livelli di potenza, a scelta del cliente tra 400, 500 e 600 cavalli. Tutti erogati dal V6 3.5 litri di derivazione Ford, modificato con turbocompressori su cuscinetti a sfera, due elementi di sovralimentazione ultraleggeri, che pesano appena 4 kg ciascuno.

Il peso è, ovviamente, l’elemento focale della sportiva olandese e si attesta a 780 kg, per un rapporto peso-potenza di 700 cavalli per tonnellata. Per le prestazioni è una supercar a tutti gli effetti, poiché raggiunge i 300 km/h e accelera in appena 7”4 da 0 a 200 orari. Certo, interpreta il concetto con un corpo vettura da utilitaria, a scorrerne le dimensioni: 4 metri di lunghezza, un passo di 2,42 metri e una larghezza, invece, generosa a 1,91 metri.


Le proporzioni del corpo vettura, gli stilemi Donkervoort, restano invariati, con l’abitacolo arretratissimo, sull’asse posteriore e un avantreno dominato dal cofano motore. È una supercar tutta da guidare, analogica, come racconta il cambio manuale 5 marce – scelto perché più leggero di 15 kg rispetto a un 6 marce -, l’assenza di sistemi di assistenza alla guida, finanche del servosterzo. Il controllo di trazione regolabile e la rigidità degli ammortizzatori, sono tra le pochissime concessioni fatte all’elettronica.
Prestazioni velocistiche a parte, sono quelle dinamiche a sorprendere. La P24 RS è in grado di sostenere in curva accelerazioni laterali fino a 2,3G, grazie al carico aerodinamico prodotto dal fondo e dalle appendici aerodinamiche. Applicando gli archi passaruota anteriori e posteriori, operazione vincolata ad appena 3 bulloni, Donkervoort dichiara un incremento di 90 kg della deportanza a 250 km/h.
Continuando con le soluzioni tecniche avanzatissime, al telaio è collegata una struttura supplementare, un sottotelaio in carbonio che funge da culla per l’installazione delle sospensioni anteriori, degli organi dell’impianto di raffreddamento e irrigidisce l’insieme dell’avantreno.
Intorno al motore V6 3.5 litri, invece, oltre alla sovralimentazione con turbo su cuscinetti a sfera, si conta l’evoluzione di un collettore di scarico stampato in 3D e il collettore di aspirazione in composito CFRP – Carbon Fibre Reinforced Polymer.



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