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Tesla Roadster

Tesla Roadster ci ha messo nove anni, ma ha portato, come atteso sorprese ed effetti speciali. Il mondo dell’automobile guarda con grande stupore a un progetto che promette di stravolgere la concezione dell’auto, spingendo la tecnologia oltre i confini finora noti.

La nuova sportiva americana punta a ridefinire il concetto di velocità estrema attraverso soluzioni ereditate dall’industria aerospaziale e dai programmi missilistici.

Durante la kermesse texana, Tesla ha svelato un veicolo capace di compiere evoluzioni aeree straordinarie, sfruttando getti d’aria compressa per controllare la traiettoria. Elon Musk ha dichiarato durante la presentazione: «Quello che state vedendo è il frutto della stretta collaborazione tra Tesla e SpaceX per la prestazione».

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Il prototipo ha affrontato un half-pipe gigantesco, rimanendo sospeso capovolto grazie a una potente ventola di aspirazione che incolla la carrozzeria all’asfalto senza alcuna incertezza.

Questa deportanza eccezionale genera una forza doppia rispetto a quella di gravità, permettendo alla vettura di affrontare le curve dei circuiti a velocità mai viste prima d’ora.

Accanto alla raffinata aerodinamica spicca l’utilizzo di micro-razzi a gas freddo, capaci di spingere il corpo vettura in quota e stabilizzarlo durante le spettacolari fasi di volo acrobatico.

Il Costruttore assicura uno scatto da 0 a 96 km/h in appena 0,81 secondi, un limite fisico imposto per salvaguardare la retina. E preambola una velocità massima a oltre 600 km/h, a metà della velocità del suono… roba da aerei appunto.

L’estetica della riprende le linee tese e spigolose del Cybertruck, abbinandole a una carrozzeria in titanio protetta da vernici speciali derivate dai viaggi spaziali.

I cristalli presentano una suggestiva tonalità color rame che richiama i caschi degli astronauti, mentre l’ala mobile posteriore varia l’inclinazione in base alla velocità di crociera. All’interno domina un’atmosfera essenziale e pulita, priva di schermi superflui e dotata di un volante avveniristico con tecnologia steer-by-wire senza alcun collegamento meccanico diretto.

La gamma commerciale comprenderà tre versioni distinte, partendo dalla variante d’accesso Performance allaThrust fino alla configurazione estrema Rocket equipaggiata con i propulsori a gas. Quest’ultima versione risulta riservata a pochi eletti e priva di omologazione stradale, pensata per esprimere prestazioni inarrivabili lungo i tracciati chiusi al traffico.

L’avvio della produzione in serie è stato fissato per il 2028, ponendo fine a una lunga attesa, decennale appunto.

Un aspetto di rilevante importanza strategica riguarda la scelta di mantenere comandi di guida manuali, rendendo questo bolide un’eccezione preziosa in un futuro di veicoli autonomi.

La marcia di avvicinamento al debutto commerciale continuerà nei prossimi mesi con nuove esibizioni pubbliche, mirate a dimostrare sul campo la fondatezza di promesse così ambiziose.

Le ambizioni di Elon Musk non si fermano ai circuiti tradizionali, poiché la vettura sportiva si prepara a tentare nuove acrobazie nel suggestivo scenario naturale del Grand Canyon.

Restano da verificare i prezzi definitivi per i mercati internazionali, ma l’impatto mediatico generato da questa supersportiva elettrica ha già riscritto le regole del marketing.