Dodge Charger
Se nelle vostre vene scorre sangue Yankee, o semplicemente amate tutto ciò che è a Stelle e Strisce, allora questa notizia è per voi. Perché oggi, a qualche anno di distanza dall’annuncio dell’arrivo della nuova generazione, la nuova Dodge Charger arriva finalmente anche sul nostro mercato.
Ma lo fa in maniera diversa (per fortuna) rispetto a quanto inizialmente annunciato. La nuova muscle car americana, infatti, è disponibile non soltanto con un powertrain elettrico, ma anche con un inedito propulsore a benzina.

Sviluppata sulla piattaforma STLA Large, la Charger, che ora in un unico nome accoglie sia la variante di carrozzeria coupé, sia quella berlina, ha dimensioni mastodontiche: è lunga ben 5,24 metri, larga 2 metri e con un passo di 3,07 metri.
Numeri da ammiraglia. Lo stile, manco a dirlo, riprende quello delle primissime serie, ispirandosi alle generazioni degli anni Sessanta e Settanta, con qualche piccola differenza tra la termica e l’elettrica. Quest’ultima, infatti, sfoggia un cofano anteriore diverso, caratterizzato da un grande convogliatore d’aria che aiuta a migliorare il Cx della vettura.


Anche all’interno dell’abitacolo si ritrovano alcuni elementi stilistici figli della lunga storia della Charger, affiancati però da diversi elementi moderni come i due grandi schermi sulla plancia con funzione di quadro strumenti e infotainmet. Ottimo lo spazio a bordo e in generale il livello di qualità percepita è piuttosto alto.
Veniamo alla meccanica partendo dall’elettrica, denominata Daytona, la prima ad essere annunciata diversi anni fa. Questa è sviluppata su una piattaforma a 400 Volt con batteria da 100,5 kWh che manda energia a due motori, uno per ciascun assale, per una potenza di 536 cv per 584 Nm sulla variante R/T, che salgono a 670 cv e 850 Nm sulla Scat Pack.
La variante spinta dal motore a benzina, invece, cela sotto il cofano il propulsore Hurricane, un 3 litri a sei cilindri in linea sovralimentato tramite due turbocompressori, che nella variante R/T sviluppa 420 cv e 634 Nm e nella Scat Pack 550 cv e 720 Nm.
Numeri che attraverso un cambio ZF a 8 rapporti vengono scaricati a terra attraverso un sistema di trazione integrale. Ma calmi, prima di gridare allo scandalo sappiate che è possibile disaccoppiare l’assale anteriore e trasformare la Charger in una classica trazione posteriore.
Al volante, la variante più potente a benzina regala la tipica esperienza di guida delle muscle car americane. Nonostante l’assenza del classico motore V8 e un peso che va ben oltre le 2 tonnellate, fa vivere davvero quelle sensazioni tipiche delle sportive americane, fatte di gomme che fumano grazie alle varie funzioni come Line Lock e Donut Mode, unite al suono gutturale di un propulsore che sa essere rabbioso e aggressivo.
Certo, tra le curve il peso e le dimensioni XXL si sentono, ma la Charger non nasce per correre su una strada di montagna come si farebbe con una piccola sportiva europea. È un gigante fatto per macinare chilometri e bruciare qualche centinaio di euro di gomme tra un semaforo e l’altro. Le muscle car, del resto, non sono mai state auto da prestazione pure, pensi da puro piacere di godere della compagnia di un grosso motore sotto il cofano, unico alla comodità che solitamente si troverebbe a bordo di una ammiraglia. Ecco, se la si guarda così, alla nuova Charger non manca proprio nulla.
Chiudiamo come sempre con i prezzi: l’ultima generazione della muscle car firmata Dodge viene importata da KW ed è disponibile ad un prezzo di partenza di 72.000 euro per la variante a benzina e di 89.000 euro per quella elettrica. In entrambi i casi per la variante di carrozzeria a quattro porte occorre aggiungere 2.000 euro.



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