Bugatti Destrier
Con Bugatti Destrier, la Casa di Molsheim svela la terza creazione del Programme Solitaire dopo Brouillard e FKP Hommage. Il debutto pubblico del nuovo pezzo unico avverrà il 16 agosto a Pebble Beach.
L’ambizione fa capolino, prende il nome dal possente cavallo da guerra medievale. Sublima la meccanica da pista con dettagli di alta sartoria. Il telaio monoscocca in fibra di carbonio proviene dal progetto Bolide. Gli ingegneri di Bugatti hanno eliminato le ali e le appendici aerodinamiche estreme della pista.

La carrozzeria esibisce forme scultoree pulite e soprattutto sfoggia un’altezza di 1 metro: Destrier è la Bugatti più bassa di sempre. L’assetto adotta cerchi in lega da 20 pollici sul ponte anteriore. Il retrotreno monta ruote con un diametro pari a 21 pollici.


La fiancata esibisce la classica linea C riprogettata attorno alla calandra a ferro di cavallo. Il profilo posteriore vanta uno spoiler integrato ispirato alla Chiron Profilée. La tinta esterna multistrato prende il nome di Sapphire Celeste. La superficie contiene particelle riflettenti capaci di evocare la brillantezza dei diamanti grezzi.

La colorazione omaggia la carrozzeria azzurra della storica Type 57SC Atlantic con telaio 57591. I dettagli in carbonio a vista figurano sullo splitter e sul diffusore.
L’abitacolo sostituisce l’impostazione corsaiola con un ambiente lussuoso d’ispirazione sartoriale. La pelle e il nubuck in tonalità Ambre Voyageur rivestono le sedute sportive. I rivestimenti abbinano un tessuto lavorato in 3 dimensioni con filamenti in rame. La trama geometrica circolare richiama l’alta moda ed il vestiario tecnico da gara.
Le componenti in alluminio del volante, dei battitacco e delle bocchette mostrano una finitura martellata. La lavorazione artigianale riproduce le armature plasmate a mano dei cavalieri.
Il vano motore conserva i medesimi dettagli metallici con superficie battuta al martello. Sul tunnel centrale risalta la bandiera tricolore transalpina affiancata da prese d’aria a turbina. Una targhetta incisa a laser sopra il parabrezza raffigura il telaio Type 57. L’elemento celebra le vittorie a Le Mans nelle edizioni 1937 e 1939.
Alle spalle dei passeggeri ruggisce il propulsore 8,0 litri W16 dotato di 4 turbocompressori. Eroga la bellezza di 1.600 cavalli scaricati sull’asfalto, un ruggito finale in attesa della nuova Tourbillon col suo V16 elettrificato da 1.800 cv complessivi.



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