Lamborghini Revuelto SV, 1.065 CV
La Lamborghini Revuelto SV riporta due lettere leggendarie sulle supersportive di Sant’Agata Bolognese. SV significa Super Veloce e, dal debutto sulla Miura nel 1971, identifica alcune delle Lamborghini più estreme mai costruite. Con la nuova Revuelto l’asticella sale ancora: 1.065 CV, 1.425 Nm, 0-100 km/h in 2,4 secondi e oltre 345 km/h di velocità massima.
Presentata a Monterey, in California, la nuova Revuelto SV diventa la Lamborghini di serie più potente e veloce mai realizzata. Sarà prodotta in 1.963 esemplari, numero scelto come omaggio all’anno di fondazione della Casa, e destinata ai clienti e collezionisti più fedeli.

Non è però soltanto una Revuelto con 50 CV in più. Lamborghini ha lavorato sull’intero pacchetto, dall’aerodinamica alle sospensioni, passando per freni, pneumatici, elettronica e alleggerimento. Una dimostrazione di come l’ibridizzazione, quando viene progettata intorno alle prestazioni, possa diventare un’arma per esaltare anziché cancellare il carattere di una supersportiva.
Al centro rimane ciò che probabilmente conta più di ogni altra cosa per un’appassionato Lamborghini: il V12 aspirato da 6,5 litri. Il dodici cilindri sviluppa 825 CV a 9.250 giri/min e può raggiungere i 9.500 giri/min.
Ad affiancarlo ci sono tre motori elettrici. Due unità a flusso assiale sono collocate sull’asse anteriore, mentre il terzo motore, a flusso radiale, lavora posteriormente sopra il cambio trasversale doppia frizione a otto rapporti.


La nuova batteria agli ioni di litio ha una capacità di 7,3 kWh e può erogare fino a 190 kW. La potenza complessiva raggiunge così 1.065 CV, 50 in più rispetto ai 1.015 CV della Revuelto, mentre la coppia massima di sistema arriva a 1.425 Nm.
Il rapporto peso-potenza scende a 1,66 kg/CV e Lamborghini dichiara per la batteria una costanza delle prestazioni fino a quattro volte superiore rispetto alla Revuelto. Un aspetto fondamentale quando l’obiettivo non è semplicemente ottenere il massimo numero sul rettilineo, ma ripeterlo giro dopo giro in circuito.
Le prestazioni fotografano bene il salto: 0-100 km/h in 2,4 secondi, 0-200 in 6,7 secondi e velocità massima superiore a 345 km/h.
La Revuelto SV offre anche una risposta interessante a uno dei temi che accompagnano l’evoluzione dell’auto sportiva. L’elettrificazione viene spesso raccontata come l’antitesi della meccanica emozionale, ma Lamborghini sta seguendo una strada differente.
Il sistema elettrico non sostituisce il V12: lo rende più efficace. I due motori anteriori permettono una distribuzione rapidissima della coppia e realizzano un torque vectoring completamente elettrico, aumentando precisione d’inserimento, trazione e capacità di scaricare la potenza in uscita dalle curve.
Rimane inoltre il carattere del dodici cilindri aspirato, con il suo regime di rotazione elevatissimo e un impianto di scarico sportivo dedicato.
È forse questo il significato più interessante della Revuelto SV nell’attuale panorama automobilistico. L’innovazione tecnologica non deve necessariamente cancellare ciò che ha costruito l’identità di un marchio. Può invece diventare lo strumento per preservare una meccanica straordinaria come il V12, rendendola compatibile con una nuova generazione di supersportive.
La trasformazione riguarda profondamente anche la carrozzeria. Splitter anteriore, fondo, passaruota, diffusore e ala posteriore sono stati ripensati con l’obiettivo di generare più deportanza senza compromettere l’efficienza.
Il risultato dichiarato è notevole: il carico aerodinamico complessivo aumenta dell’80% rispetto alla Revuelto ed è superiore del 10% persino a quello della Aventador SVJ. Lamborghini dichiara inoltre un miglioramento del 60% del rapporto tra carico e resistenza all’avanzamento.
L’ala posteriore fissa utilizza un doppio profilo laterale ispirato alle competizioni, mentre il flap Gurney contribuisce sia alla deportanza sia all’estrazione dell’aria calda dai radiatori.
Il lavoro sui flussi ha permesso anche di aumentare del 12% il raffreddamento dell’impianto frenante.
Esteticamente, il risultato rimane immediatamente riconoscibile. La Revuelto SV non rinnega le forme del modello di partenza, ma le rende più aggressive attraverso il frontale rivisto, l’ampio utilizzo della fibra di carbonio a vista, l’ala posteriore e i nuovi cerchi monodado.
Il legame con il motorsport diventa ancora più evidente osservando il telaio. La Revuelto SV adotta ammortizzatori passivi regolabili manualmente derivati dalla tecnologia GT3, una scelta apparentemente controcorrente nell’epoca dell’elettronica pervasiva.
La nuova taratura porta, secondo Lamborghini, a un aumento del 17% dell’agilità e del 10% dell’aderenza laterale rispetto alla Revuelto. Sono stati inoltre definiti assetti consigliati per circuiti lisci, sconnessi o bagnati.
Anche l’impianto frenante compie un salto importante. Debuttano i carboceramici CCM-R Plus, con dischi da 420×40 mm davanti e 410×32 mm dietro.
Lamborghini dichiara un incremento dell’11% della decelerazione massima e una capacità di dissipazione del calore superiore del 23%. Da 200 km/h la Revuelto SV può fermarsi in 110 metri.
Una delle novità più caratteristiche è la modalità Pilota, attivabile attraverso un selettore rosso dedicato sul volante.
Il sistema introduce un controllo della trazione regolabile su cinque livelli e sviluppato sfruttando l’esperienza Lamborghini nelle competizioni GT3. L’elettronica può adattarsi alle condizioni della pista e all’usura degli pneumatici, modificando il livello d’intervento per lasciare al conducente una libertà crescente.
Restano naturalmente le modalità Strada, Sport e Corsa. La filosofia, però, è significativa: l’elettronica non deve semplicemente intervenire per correggere il pilota, ma può diventare uno strumento con cui costruire il proprio rapporto con la vettura.
A supportarla c’è un sensore inerziale 6D capace di rilevare accelerazioni sui tre assi e movimenti di beccheggio, rollio e imbardata. I dati vengono utilizzati dai sistemi di controllo per stimare in tempo reale comportamento dell’auto, angolo di deriva e aderenza disponibile.
L’abitacolo segue lo stesso principio. Lamborghini lo definisce Feel Like a Pilot e ha ridotto tutto ciò che non contribuisce direttamente all’esperienza di guida.
I pannelli porta sono in fibra di carbonio e i nuovi Sport Seats con guscio in carbonio sono di serie. In alternativa sono disponibili Race Seats monoscocca, ancora più leggeri e pensati per offrire maggiore contenimento laterale in circuito.
La fibra di carbonio viene utilizzata più diffusamente rispetto a qualsiasi altra Revuelto. All’esterno possono essere scelti fino a 25 componenti in carbonio a vista, mentre il programma Ad Personam permette di intervenire ampiamente su colori, livree, materiali e dettagli.
Prima ancora di arrivare nelle mani dei clienti, la Revuelto SV ha già messo un riferimento importante sul cronometro. Con Marco Mapelli al volante ha completato il circuito di Hockenheim in 1’41″6, diventando secondo Lamborghini la vettura di serie più veloce mai registrata sul tracciato tedesco.
È un risultato che aiuta soprattutto a comprendere la filosofia della vettura. I 1.065 CV rappresentano il dato più immediato, ma la SV nasce per sfruttarli attraverso aerodinamica, telaio, freni e controllo elettronico.
Ed è qui che la sigla Super Veloce mantiene il proprio significato. Dalla Miura SV sono trascorsi 55 anni e nel frattempo sono arrivate Diablo SV, Murciélago LP 670-4 SV e Aventador SV. Tecnologie, prestazioni e persino il concetto stesso di supersportiva sono cambiati radicalmente.
Il principio, invece, è rimasto intatto: prendere la Lamborghini V12 del momento e spingerla ancora oltre. La Revuelto SV lo fa con l’ibrido, ma senza rinunciare al dodici cilindri aspirato. E probabilmente è proprio questa la sua caratteristica più importante.



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