Mini Cooper
La prossima Mini Cooper potrebbe segnare uno dei cambiamenti tecnici più importanti nella storia del modello. Il Costruttore ha, infatti, iniziato a lavorare sulla nuova generazione della celebre compatta e, secondo le indiscrezioni raccolte da Autocar, la futura versione elettrica potrebbe abbandonare la tradizionale trazione anteriore per passare a quella posteriore.

A confermare l’avvio del progetto è stato il nuovo responsabile del design Holger Hampf, spiegando che Mini ha cominciato a lavorare sulla prossima generazione e, più in generale, sul futuro dell’intera gamma. Prima del suo arrivo sono comunque attesi aggiornamenti e restyling dei modelli attuali.
Il cambiamento sarebbe legato alla possibile adozione della nuova piattaforma BMW Gen6, sviluppata per le elettriche Neue Klasse e nata con motore principale sull’asse posteriore. Al momento l’architettura non è predisposta per una configurazione esclusivamente anteriore, circostanza che potrebbe spingere la futura Cooper EV verso la trazione “tutta dietro”.


Ciò rappresenterebbe una svolta storica: tutte le Mini prodotte finora hanno fatto della trazione anteriore uno degli elementi fondamentali della propria impostazione tecnica. Ma non c’è nulla di definitivo. Il responsabile dello sviluppo BMW, Joachim Post, ha spiegato che ‘verrà scelta la soluzione ottimale, mantenendo al centro il piacere di guida’. Il discorso potrebbe riguardare soprattutto la Cooper elettrica. Le versioni a benzina sono destinate a rimanere sul mercato anche dopo il 2030 e potrebbero continuare a utilizzare una piattaforma a trazione anteriore, eventualmente affiancata da sistemi ibridi. La “distanza” tecnica tra Cooper termica ed elettrica potrebbe quindi aumentare ulteriormente.
Nonostante la possibile svolta tecnica, Mini non vuole stravolgere l’identità estetica della Cooper. Hampf considera non negoziabili proporzioni e stilemi tipici del modello, dalla carrozzeria compatta all’inconfondibile frontale con fari rotondi e calandra.
Il design potrebbe ispirarsi alla prima generazione della Mini sotto la proprietà BMW, la Mini R50 del 2001. Secondo Hampf, per molti clienti più giovani è ormai proprio quella Mini, e non il modello originale del 1959, a rappresentare il primo riferimento storico del marchio.
Non un’operazione nostalgica, ma una reinterpretazione in chiave moderna della hatchback britannica.
Un altro aspetto riguarda la riduzione delle dimensioni. Hampf ha accennato al tema parlando della Mini Rocketman, concept del 2011 lungo appena 3,4 metri. Una nuova Cooper più piccola – anche in versione tre porte, che dovrebbe rimanere in gamma – potrebbe essere possibile. Non resta che attendere.



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