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Mercedes Classe C, altro che restyling

La Mercedes Classe C restyling conserva l’identità della W206, ma sotto una carrozzeria apparentemente familiare cambia parecchio. Non siamo davanti a una nuova generazione: piattaforma, proporzioni e impostazione generale rimangono quelle della Classe C presentata nel 2021. Eppure parlare semplicemente di qualche ritocco estetico sarebbe riduttivo.

Mercedes definisce infatti questo intervento il più ampio aggiornamento tecnico mai realizzato nella storia della Classe C. Una definizione importante, considerando che il modello ha superato i 12 milioni di esemplari venduti dalla nascita della famiglia nel 1982.

La strategia appare chiara: non stravolgere un’auto ancora attuale, ma intervenire dove l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha accelerato maggiormente. Ecco quindi cosa cambia tra la nuova Mercedes Classe C e quella precedente.

È davanti che distinguere il restyling dalla precedente Classe C diventa più semplice. La nuova versione introduce una mascherina del radiatore ridisegnata, maggiormente enfatizzata dalla cornice cromata e soprattutto da un profilo luminoso.

Cambiano anche i gruppi ottici. Mercedes introduce una firma luminosa con motivo a stella, elemento che sta progressivamente diventando uno dei nuovi codici stilistici del Marchio.

Anche i paraurti vengono ridisegnati e contribuiscono a rendere più marcata la presenza della vettura. Arrivano inoltre nuove tinte, tra cui Lavender Silver Metallic e Moody Sky Grey Metallic.

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La differenza, quindi, c’è, ma Mercedes ha evitato deliberatamente di cancellare ciò che funzionava. La silhouette della W206 rimane immediatamente riconoscibile. È una scelta conservativa soltanto in apparenza: per una berlina premium dalla forte identità, cambiare tutto a metà carriera avrebbe significato anche rinunciare a parte del valore costruito dal modello.

Se esternamente l’evoluzione è facilmente riconoscibile, nell’abitacolo il salto generazionale è soprattutto digitale.

L’architettura della plancia rimane familiare, con il display centrale verticale da 11,9 pollici e il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici. Cambia però ciò che lavora dietro gli schermi.

La nuova Classe C introduce MB.OS, l’ecosistema digitale Mercedes-Benz che consente aggiornamenti over-the-air e amplia in maniera significativa le possibilità dell’MBUX.

L’assistente virtuale «Ehi Mercedes» compie così un salto rispetto alla precedente Classe C. L’intelligenza artificiale permette conversazioni più naturali e sfrutta differenti tecnologie, tra cui ChatGPT, Google Gemini e Microsoft Bing.

Anche la navigazione evolve attraverso l’integrazione dell’ecosistema Google e delle funzioni di realtà aumentata. È probabilmente qui che emerge maggiormente la distanza dalla Classe C pre-restyling: non tanto nella quantità degli schermi, quanto nell’intelligenza del software che li governa.

Mercedes interviene anche su uno degli elementi fondamentali per una vettura premium: la percezione della qualità.

Debuttano nuovi materiali, inserti in legno di betulla a poro aperto e nuove combinazioni cromatiche per i rivestimenti, comprese le tonalità marrone faggio e rosso ciliegia.

L’obiettivo è avvicinare ulteriormente la Classe C alle Mercedes di categoria superiore. Non è una strategia nuova per questo modello, ma con il restyling il legame tecnologico e qualitativo con le grandi berline della Stella diventa ancora più evidente.

Arriva inoltre l’allestimento AMG Line Plus, dedicato a chi cerca una caratterizzazione più dinamica, con elementi in nero lucido e sedili sportivi impreziositi dalle cuciture rosse.

Una delle novità più interessanti riguarda ciò che si trova sotto il cofano. E qui Mercedes manda anche un segnale al mercato: il motore termico non viene abbandonato, ma ulteriormente sviluppato.

La gamma comprende ancora unità benzina e diesel, tutte elettrificate e sviluppate anche in vista dei requisiti Euro 7.

Il nuovo sistema mild hybrid a 48 volt utilizza l’ISG 2.0 di seconda generazione, capace di fornire fino a 17 kW, equivalenti a 23 CV, e 205 Nm supplementari.

Sul fronte benzina il 2.0 turbo M254 EVO viene proposto con differenti livelli di potenza. Una delle novità tecnicamente più interessanti è il compressore elettrico ausiliario, studiato per migliorare la risposta del motore riducendo il ritardo nella sovralimentazione.

Ed è significativo che Mercedes continui a credere anche nel diesel. Il 2.0 OM 654 EVO rimane nella gamma, con versioni da 163 e 200 CV e compatibilità con carburanti HVO100.

In un mercato che talvolta sembra voler ridurre la scelta dell’automobilista a una sola tecnologia, mantenere benzina, diesel ed elettrificazione rappresenta una soluzione pragmatica. Utilizzi diversi richiedono ancora risposte diverse, soprattutto in un segmento dove le grandi percorrenze autostradali rimangono importanti.

Continua anche lo sviluppo delle Mercedes Classe C plug-in hybrid.

La batteria da 19,53 kWh permette di raggiungere fino a 100 km di autonomia elettrica WLTP, a seconda della versione. È una distanza che consente teoricamente di affrontare una parte significativa degli spostamenti quotidiani senza avviare il motore termico, conservandone però la versatilità nei lunghi viaggi.

La ricarica può avvenire in corrente alternata fino a 11 kW oppure, elemento particolarmente interessante per una plug-in, in corrente continua fino a 55 kW.

È proprio questa capacità di adattarsi a scenari differenti a rendere ancora attuale la soluzione ibrida ricaricabile: elettrico quando è conveniente utilizzarlo e motore termico quando servono autonomia e rapidità di rifornimento.

Il restyling non riguarda soltanto estetica, motori e infotainment. Mercedes è intervenuta sulla taratura delle sospensioni, con l’obiettivo di ottenere una risposta più diretta e precisa mantenendo il comfort sulle lunghe percorrenze.

L’asse posteriore sterzante permette alle ruote posteriori di ruotare fino a 2,5 gradi. Alle velocità inferiori lavorano in controfase rispetto alle anteriori, facilitando le manovre e riducendo il diametro di sterzata fino a 10,64 metri.

Alle velocità superiori, invece, le posteriori girano nella stessa direzione delle anteriori, contribuendo alla stabilità nei cambi di corsia.

È un intervento che racconta bene la filosofia dell’aggiornamento: rendere la Classe C più tecnologica senza modificarne la natura di berlina pensata anche per macinare chilometri.